Libri dei nostri Autori

Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea, di Danilo Breschi

Ogni civiltà poggia su quattro pilastri fondamentali: la storia, la politica, la religione e l’educazione. Prospera se i pilastri sono solidi e sottoposti a continua manutenzione, tenendo conto del trascorrere del tempo. Festina lente, “affrettati lentamente”, recitava un motto dell’antica Roma. Secoli dopo Cosimo I de’ Medici associò al motto il simbolo della tartaruga con vela. L’immagine, oggi visibile su soffitti e pavimenti di Palazzo Vecchio a Firenze, racchiude il senso della parola civiltà. Italiana, europea, occidentale. L’Europa come sintesi tra Italia e Occidente. L’autore propone idee in grado di contrastare il nichilismo odierno, che dilaga nella cronaca tra tv e social media. Oggi più che mai c’è bisogno di verificare lo stato di salute dei nostri pilastri. Il male della civiltà europea è “preferire il nulla all’imperfezione”. Ogni civiltà è imperfetta, come qualsiasi costruzione umana, ma se dimentichiamo il peso della storia, della politica, della religione e dell’educazione tutto si fa leggero, evapora. Diventa niente. Contro l’insostenibile leggerezza di una modernità senza basi occorre disseppellire le antiche fondamenta.


La cultura della morte, di Stelio Fergola

Eutanasia e aborto, due protagonisti assoluti del nostro tempo presentati come panacea per prevenire i massacri dei feti o per “garantire” la libertà dalle sofferenze indicibili dei malati terminali.
È tutto così lineare? Gli aborti illegali raggiungevano davvero i numeri spaventosi riportati dai cosiddetti progressisti? L’eutanasia è possibile soltanto nei casi più gravi? E in base a quali parametri questi ultimi vengono valutati? Chi stabilisce il limite della sofferenza umana, ammesso che sia possibile definirlo oggettivamente?
Ovviamente, le questioni sono molto più complesse. Dove è stata legalizzata, l’eutanasia ha prodotto un numero di suicidi spesso ben lontani dalla “sofferenza terminale”, mentre non è certo che gli aborti legali successivi al 1978 in Italia siano inferiori rispetto a quelli praticati nell’illegalità.


Riflessioni sul fascismo italiano, di A. James Gregor

Stiamo assistendo alla rinascita del fascismo? I recenti cambiamenti della destra politica a livello internazionale hanno spinto molti ad annunciare il ritorno di un’ideo­logia politica che si credeva superata con la Seconda guerra mondiale. Jihadisti, anti-jihadisti, autori di atti isolati di terrorismo, politici che incitano all’odio: tutti costoro sono spesso e indiscriminatamente etichettati come “fascisti” dai media e nel dibattito pubblico. “Fascismo” è un termine tornato di moda nel nostro vocabolario quotidiano, sebbene sovente utilizzato in una chiave polemica ed emotiva. In questo libro-intervista, prendendo spunto dall’attualità storica, uno dei maggiori esperti mondiali sul fascismo e i movimenti autoritari prova a chiarire la confusione generata dall’uso improprio di questa etichetta. Al tempo stesso ripercorre i passaggi, spesso sfuggenti, del fascismo da un tempo storico all’altro e illustra i tratti che lo definiscono dal punto di vista ideologico e dell’azione politica.

 

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