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10 – La teoria in politica

Dalla Nota del Direttore:
Riproponiamo al lettore queste pagine, qui considerate alla stregua di un classico. Ci paiono quanto mai utili, ancora feconde, soprattutto per una rivista che intende riproporre con forza il nesso inscindibile fra sapere filosofico e sapere storico, convinti che pensare la storia necessiti di un’ampia e profonda conoscenza dei fatti, e che solo con buone idee, ossia capaci di decifrare la realtà, demistificandone astrazioni e riduzionismi, si possano impostare consapevolmente i primi passi della storia ancora da fare. L’obiettivo è tentare di ridurre, anche di poco, l’ineludibile imprevedibilità di questa storia avvenire, sempre potenzialmente sconvolgente per le donne e gli uomini che si trovano a viverla.

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0.9 – Recensione a E. Pennetta, L’ultimo uomo. Malthus, Darwin, Huxley e l’invenzione dell’antropologia capitalista

Recensione a
E. Pennetta, L’ultimo uomo. Malthus, Darwin, Huxley
e l’invenzione dell’antropologia capitalista

GOG, Roma 2018, pp. 196

Dalle teorie sulla popolazione di Thomas Robert Malthus alla lotta per la sopravvivenza dell’evoluzionismo darwiniano. Dall’eugenetica al Brave New World di Aldous Huxley. Dalla Royal e la Fabian Society fino al ruolo delle ong nelle “rivoluzioni colorate”. Dal new age fino allo gnosticismo dei guru della Silicon Valley. Al confine con una prosa narrativa, questo saggio va affrontato come si affronta un noir in letteratura e un thriller nel cinema. È una storia di intrighi, di scoperte, di ipotesi, di manipolazioni, ma è anche il racconto della nascita dell’ideologia progressista, a partire dai sogni e le utopie di Francis Bacon e Auguste Comte fino ai più recenti esperimenti di ingegneria sociale: il birth control e la teoria gender. Dietro questa meta-narrazione prometeica che ha fatto di tecnica e libertà un unico concetto, sì manifesta la creazione di un grande dispositivo di dominio e di controllo sociale. L’obiettivo è l’invenzione di un modello antropologico del tutto nuovo. Prefazione di Lorenzo Vitelli.

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0.8 – Recensione a A.J. Gregor, Riflessioni sul fascismo italiano Un’intervista di Antonio Messina

Recensione a
A.J. Gregor, Riflessioni sul fascismo italiano
Un’intervista di Antonio Messina

introduzione di A. Campi, apice libri, Sesto Fiorentino 2016, pp. 158

Stiamo assistendo alla rinascita del fascismo? I recenti cambiamenti della destra politica a livello internazionale hanno spinto molti ad annunciare il ritorno di un’ideologia politica che si credeva superata con la Seconda guerra mondiale. Jihadisti, anti-jihadisti, autori di atti isolati di terrorismo, politici che incitano all’odio: tutti costoro sono spesso e indiscriminatamente etichettati come “fascisti” dai media e nel dibattito pubblico. “Fascismo” è un termine tornato di moda nel nostro vocabolario quotidiano, sebbene sovente utilizzato in una chiave polemica ed emotiva. In questo libro-intervista, prendendo spunto dall’attualità storica, uno dei maggiori esperti mondiali sul fascismo e i movimenti autoritari prova a chiarire la confusione generata dall’uso improprio di questa etichetta. Al tempo stesso ripercorre i passaggi, spesso sfuggenti, del fascismo da un tempo storico all’altro e illustra i tratti che lo definiscono dal punto di vista ideologico e dell’azione politica.

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0.7 – Recensione a J. Bryce, Il Sacro romano impero

Recensione a
J. Bryce, Il Sacro romano impero

a cura e con una presentazione di Paolo Mazzeranghi
D’Ettoris Editori, Crotone 2017, pp. 598

Nella sua storia millenaria il Sacro Romano Impero ha costituito per l’uomo occidentale un richiamo ineludibile; la sopravvivenza di tale istituzione politica nell’Europa degli Stati nazionali, seppure in forma residuale e apparentemente anacronistica, testimonia quanto sia stata radicata la speranza in un mondo pacificato e unito nella diversità, propenso a tentare la difficile composizione fra la sua sfera temporale e quella spirituale.

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0.6 – Hegel e lo Stato nell’interpretazione di Bertrando Spaventa

Che cosa diciamo oggi quando diciamo Stato? Quale Stato? Esiste ancora lo Stato? C’è una carenza o un eccesso di Stato? È ancora necessario lo Stato? È ancora o si è mai affermato come «sostanza etica consapevole di sé, riunione del principio della famiglia e della società civile» o è un contenitore vuoto di cui si servono singole parti non per comporre interessi ma per perseguirli, non per affermare la sua suprema moralità sociale e il bene comune, ma per preservare il particulare a scapito dell’universale?
Sono interrogativi angoscianti perché di Stato si può vivere e morire, sullo Stato si può dibattere e argomentare, dallo Stato si può essere liberati e imprigionati. È materia delicata e complessa, lo Stato, per le contraddizioni che sviluppa tra individui che ne attendono protezione e sicurezza e altri che ne subiscono idea e realtà, talvolta, oppressive.

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0.5 – Paolo di Tarso. La natura politica del cristianesimo

Abstract
Reading the Apostles Acts and the Paul from Tarso Epistles, it is possible to evaluate Paul from Tarso as a first politician. His political theology plan will inspire the fusion between the political power and religion. Later, in Medieval ages, Marsilio from Padua sustained that the emperor is the only responsible to ensure the peace, even if the peace is the Christianity core showed by the Church. Machiavelli, during the Rinascimento age, has divided the secular power from temporal power, subtracting the Christian charity from policy. During the XX century, the concept of political theology, has been the argument of Carl Schmitt. He, wrote regarding the dissolution of ius publicum europeum, preparing the next arriving ofWicked. TheWicked, is the core of the debate of political theology of the author. The suggestion is that two powers (Christianity and policy) will be reunited in order to combat theWicked.

Keywords: Political theology, Paul from Tarso, Katechon, Ius Publicum Europeum, Defensor Pacis.

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0.4 – Clima, immigrazione, risorse, popolazione, culture. Che cosa potrebbe generare il sonno della ragione demografico–economica?

Abstract
Climate, immigration, resources, population, cultures: what could the sleep of the demographic–economic reason produce?
Contrary to what is suggested by media release, African sub–arid belts are becoming both wetter and greener. African emigration does not depend on climate, but depends on overpopulation. Generally, economic as well as demographic studies often neglect the basic data of population density. In the Italian case, food import dependence is growing. Alarms about population decrease don’t take into account the option of a higher ratio between resources and population. Birth control represents a care for the generations to come. Nowadays on the contrary, the intentional high birth rate shows a conquering strategy that distinguishes the fanaticism of a few cultures.

Keywords: climate, African emigration, population density, demographic and economic studies delays, religious–demographic expansionism.

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0.3 – Problemi di storia italiana visti da una prospettiva inglese

Abstract
This paper starts from the relationship between Hobbes and history to explore the different approaches to 20th century history in the United Kingdom and in Italy and uses the most recent historiography on the FirstWorldWar in the Middle East and books like those of Niall Ferguson and James Barr to better frame the war that in Italy was generally considered as the accomplishment of the Risorgimento. It also examines Quentin Skinner’s methodology regarding the history of political thought and the relationship between history and politics and the theory of invention of the tradition of Eric Hobsbawm to analyze the different interpretations of the Risorgimento and the Resistance in Italy.

Keywords: history, politics, Great Britain, Italy, war.

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0.2 – El mito de la Revolución. Masas, violencia y sindicalismo en Georges Sorel

Abstract
Red and black, communism and fascism. The philosopher Georges Sorel understood the differences and similarities of both ideological and symbolic paradigms, in their different modalities, of the interwar era. In both Sorel he saw a common cause, a shared potential and a similar revolutionary instrument, destined, mutatis mutandis, to the partial or total destruction of the multiform liberal–bourgeois system inherited from the nineteenth century. Both the various bets for the proclaimed Redemptive Socialist Revolution of the proletariat, as well as the various options of a nationalist almost parallel Conservative Revolution, presented the same historical reason. Reason marked, and perhaps staged, by the “symbol”: the symbol to be destroyed in its decadence (liberal–bourgeois democracy) and the symbol to build the new socialism (revolutionary violence). For that reason, his controversial doctrinal pluralism, that combined proposals of both spheres of the ideological spectrum (supposedly antagonistic for the historiography), was not an enigma nor a contradiction, and its proposal of the revolutionary Syndicalism, from the myth of the moral and working violence, something oblivious to his time.

Keywords: Communism, Fascism, Myth, Revolutionary Syndicalism, Sorel, Violence.

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0.1 – Il Mediterraneo della prima età moderna. Incontri, scontri, mobilità

Abstract
There is no need to reaffirm the extraordinary vivacity and the dynamism of the traffics which entailed the history of the Mediterranean sea, which has always been an area of encounters, exchange, mingles of millenary cultures. Nevertheless, this area was also for centuries a scenario of conflicts, of a more or less strong clash between the two shores, the Christian and Muslim one: the religious rhetoric of that period presented those two worlds as the most distant one from another. But it is not worth to explicate the many examples of “go–betweens”, already widely documented: we refer to renegades, intermediaries in slaves ransoms, or to voluntary passages from a shore to the other seeking one’s fortune, to informers or spies, ready to change their loyalty to gain a better offer. The article shows the richness of the Mediterranean space, especially focusing on some of the most  important and peculiar historical phenomena which characterized it along the Early–Modern Age. Starting from an historiographical introduction on the idea of Mediterranean, it analyses the historical background, from the fall of Granada to the expulsion of the moriscos from Spain, ending with migrations, slavery and the ransoming of Christian captives in Ottoman Maghreb.

Keywords: Mediterranean History, Slavery, Captives’ Ransoming, Migrations, Markets and exchanges, Circulations and mobility, Historiography of ideas.

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