Recensione a C. Galli, Sovranità

Professore di Storia delle Dottrine Politiche

Danilo Breschi (1970) è professore associato di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT), dove insegna anche Elementi di politica internazionale, Diritti umani e Teorie dei conflitti. Componente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (Roma) e del Comitato scientifico dell’Istituto Storico per il Pensiero Liberale (ISPLI), è direttore scientifico de «Il pensiero storico. Rivista internazionale di storia delle idee» (Aracne editrice). Tra le sue pubblicazioni: Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea, Firenze, 2017; Mussolini e la città. Il fascismo tra antiurbanesimo e modernità, Milano 2018.

È lo stesso autore a dircelo: «La tesi di questo libro è che la sovranità è una tematica ineludibile, e che — se l’Italia non vuole sperimentare la “non–sovranità in un solo Paese” — va trattata seriamente, in chiave storica e politica, e non con anatemi» (p. 147). Lo dice in conclusione di un sintetico ma quanto mai intenso e denso saggio sul concetto filosofico–politico più controverso del momento: la sovranità, appunto. Tiranneggia il dibattito pubblico un termine equivoco, improprio: “sovranismo”. Tiranneggia e inquina le menti e le azioni pubbliche, dunque politiche. In nome di una riaffermazione dello Stato di diritto, costituzionale e rappresentativo, democratico e liberale, chi abusa del termine “sovranista” come epiteto insultante nega, di quello stesso Stato, il presupposto vivificante e finisce per proporre rimedi peggiori dei mali…

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